L’importanza del testo narrato per la creazione di un significato di realtà

Raccontare è un bisogno insito nell’uomo fin da tempi antichissimi, basti pensare alle pitture rupestri preistoriche, disegnate dall’uomo primitivo per narrare i momenti più importanti e significativi della tribù.

La famosa piramide di Maslow riconosce appunto, al livello cinque, il bisogno di auto-realizzazione,  il bisogno cioè di attuare comportamenti tesi a esprimere le proprie potenzialità, la creatività, la spontaneità e anche al  comprendere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda. La mente dell’uomo sembra infatti particolarmente adatta alla produzione e alla fruizione di testi narrativi, tanto che è stata ipotizzata l’esistenza di un vero e proprio “pensiero narrativo”. Si potrebbe sintetizzare la definizione di questo tipo di pensiero come l’irriducibile tendenza umana a condividere il significato delle esperienze, a mettere in relazione il passato col presente, a proiettare il presente nel futuro e a rappresentare gli individui come soggettività dotate di scopi, progetti, valori e legami.

Le potenzialità formative del narrato sono infatti molto rilevanti, in quanto hanno la capacità di custodire e tramandare un sapere in grado di influire sull’azione umana, rappresentando quindi una modalità particolarmente significativa di insegnamento-apprendimento. Attraverso il testo narrato dunque è possibile operare alla radice dell’esperienza educativa, intervenendo sui punti che ne orientano l’organizzazione e l’interpretazione e che la rendono una realtà dotata di significato, in quanto dominio di mediazione di strumenti, saperi e rappresentazioni del mondo.

Riprendendo il pensiero di Gianni Rodari, uno dei più grandi e riconosciuti pedagogisti italiani, si può affermare che è attraverso il linguaggio che il bambino entra in relazione con la realtà, ne costruisce e ne modifica il significato, costruendosi i propri schemi mentali, e se nel bambino si forma una mente critica, questa sarà ben presente anche nella sua mente adulta.

Citando il pedagogista, narrare ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove e può aiutare il bambino a conoscere il mondo”(La freccia azzurra, 1954).

D.ssa Alessia Ingrami